Il Parlamento Italiano approva la Legge Europea 2017: gli operatori telefonici non potranno più imporre l’acquisto dei loro modem

A quanti non è mai capitato di dover cambiare operatore telefonico e sentirsi rispondere che per poter effettuare il passaggio era necessario acquistare il modem o il router fornito dal gestore in questione? E soprattutto, siamo sicuri che gli apparecchi forniti dalle varie aziende telefoniche siano davvero gli unici compatibili e soprattutto i migliori? Ovviamente non è così: in molti casi l’utente possiede già un modem adattabile e perfettamente compatibile con il servizio del gestore telefonico prescelto e, altrettanto frequentemente, gli apparati rintracciabili in commercio si rivelano più performanti di quelli forniti dai provider. Uno spreco, di tecnologia e di denaro che, tuttavia, ha le ore contate.

Il Parlamento Italiano, infatti, adattandosi alle normative vigenti in Europa, ha finalmente approvato la Legge Europea 2017 sulla Libertà di Modem. Una normativa che impedirà agli operatori telefonici di obbligare gli utenti ad acquistare o noleggiare, con qualunque forma contrattuale, i propri apparati. Un danno per gli utenti, e anche per la concorrenza sul mercato, che mina la libera scelta dei consumatori. Con l’approvazione della Legge, al contrario, in caso di assenza di motivazioni tecniche forti per le quali si rende necessario l’acquisto di uno specifico apparato, gli utenti avranno la possibilità di scegliere e sostituire i propri dispositivi. Una liberalizzazione del modem, dunque, che entrerà in vigore dopo l’approvazione del Presidente della Repubblica e la conseguente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e che permetterà agli utenti finali l’impiego delle apparecchiature di connettività che preferiscono. Ora il dubbio, lecito soprattutto nel panorama italiano, riguarderà l’applicazione di tale legge da parte dei gestori. Chi controllerà, in sostanza, che i clienti siano davvero liberi di scegliere e che le “motivazioni tecniche” non siano in realtà una semplice scusa per continuare nel solco delle precedenti prassi aziendali? Con l’approvazione della legge, in particolare, sarà l’AGICOM a fare da controllore con la conseguente possibilità di sanzionare i provider che non si atterranno alla nuova normativa con ammende che potranno andare dai 120.000 fino ai 2.500.000 euro.