25 Ottobre 2020
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L’era delle videoconferenze: Zoom Vs Wildix. Quale scegliere?

14-07-2020 16:38 - News

Sicurezza e privacy nelle videoconferenze al tempo dello smart working: perchè il sistema Wildix è meglio di Zoom.


Diciamoci la verità: quanti di noi, in tempo lockdown, si sono affidati a Zoom per le videochiamate con amici, parenti o colleghi di lavoro? L’abbiamo fatto tutti, probabilmente, tanto che l’app per le videochiamate è diventata in brevissimo tempo una delle più utilizzate. Ma siamo davvero sicuri che la scelta sia quella giusta? E’ vero, Zoom è di fatto gratuito, semplice da utilizzare anche per gli utenti meno esperti e soprattutto fa quello che ci si aspetta da un sistema di questo tipo: fornisce un mezzo rapido e intuitivo per connettere le persone. Tutto ciò, tuttavia, non basta a considerare Zoom un sistema adatto per quanti hanno bisogno di un’app di videoconferenza. Soprattutto in ambito lavorativo. Perché? Semplice: ancora una volta, come spesso accade, la facilità di utilizzo va a discapito di sicurezza e privacy degli utenti. Ma facciamo un passo alla volta e vediamo come risolvere il problema.

Zoom, quale sicurezza?


Il primo “dettaglio” che dovrebbe far propendere per la ricerca di un sistema alternativo a Zoom è certamente la possibilità per utenti estranei di accedere alle videoconferenze senza essere invitati. Un’intrusione per nulla piccola e irrilevante, specialmente se si tratta di conferenze di lavoro nelle quali possono essere scambiati dati sensibili e particolarmente riservati. Un po’ come se qualcuno entrasse in casa vostra e senza nemmeno chiedere permesso.
Ma come è possibile? Il problema principale sta nel fatto che l’URL delle videoconferenze create su Zoom risulta tanto semplice da essere facilmente hackerato. Un errore di programmazione che rende l’app in questione tutto fuorché sicura. E se si considera che ad utilizzare tale sistema non sono solo professionisti dotati di competenze tecniche tali da permettergli di aggirare questo problema, risulta ancora più evidente quanto sia fondamentale che un sistema di comunicazione sia reso sicuro a monte. Un applicativo come Zoom dovrebbe infatti essere “secured by design” tanto da garantire un livello di protezione elevato anche a quegli utenti che non possiedono le conoscenze tecniche per intervenire là dove si manifestino bug di questo tipo. Al contrario, in questo caso la responsabilità e demandata proprio all’utente finale che, se vuole proteggersi, dovrà comprendere la funzionalità della piattaforma in ogni minimo dettaglio.

E la privacy? Secondo quanto riportato da un’indagine di Consumer Reports, Zoom non solo mantiene in archivio i dati acquisti durante le migliaia di videoconferenze che vengono attivate sulla piattaforma, ma vende anche i suddetti dati al settore marketing. Un problema che, per la verità, Zoom ha parzialmente ridotto dopo numerosi reclami rinnovando la propria politica privacy. Questo, tuttavia, non è ancora sufficiente affinché gli utenti si possono dire protetti. A preoccupare, infatti, è anche e soprattutto il modo in cui Zoom gestisce la registrazione delle videoconferenze. Quanto una videochiamata viene registrata, infatti, viene automaticamente salvata in un indirizzo web pubblico e, di conseguenza, facilmente rintracciabile su Google. Riassumendo, quindi: non solo Zoom vende (o ha venduto) i dati reperiti nelle varie conferenze, nonché quelli sui propri utenti, ma rende anche di dominio pubblico le singole videochiamate.

Ma allora quale sistema scegliere?


Se anche tu vuoi implementare nella tua azienda un sistema che ti permetta di lavorare anche da remoto in totale sicurezza, Zoom non è quindi la scelta più adatta. Probabilmente, però, la prima cosa che ti sarà venuta in mente leggendo quanto ti ho raccontato è “lo faranno tutti”. Una considerazione comprensibile che non trova però riscontro nella realtà.
Il sistema Wildix, infatti, permette non solo di lavorare in totale sicurezza ma anche garantendo la privacy vostra e dei vostri interlocutori. Come? Partiamo dal problema delle intrusioni esterne: la complessità notevolmente più elevata dell’indirizzo web corrispondente alle varie videoconferenza rende esponenzialmente più difficile, anche per un hacker esperto, penetrare all’interno delle conversazioni. Inoltre, l’utilizzo del WebRTC garantisce uno standard di sicurezza molto più alto: è il sistema stesso , infatti, a richiedere un’autorizzazione esplicita da parte di ogni singolo utente per l’utilizzo della webcam e del microfono. Inoltre, con Wildix non viene memorizzata alcuna comunicazione né, tanto meno, inviata a società terze per finalità di marketing.

Chi lo assicura? Semplice: il sistema Wildix funziona tramite browser e questo rende impossibile anche agli stessi tecnici Wildix registrare, scaricare e memorizzare i dati inviati dal browser dell’utente a quello del proprio interlocutore. E anche in caso di videoconferenze registrate gli indirizzi web assegnati sono casuali e inaccessibili dall’esterno. La sicurezza e la tutela della privacy, dunque, sono funzioni basilari e vitali per il sistema Wildix che non solo le integra all’interno dei propri sistemi ma li garantisce in maniera automatica ad ogni singolo utente. Anche quello meno esperto.
Cosa serve ancora per convincerti a cambiare sistema di comunicazione?



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